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L’ENERGIA è per noi qualcosa di indispensabile, per il trasporto, per le fabbriche, per gli uffici, per le case, siamo talmente abituati al consumo costante di energia che spesso dimentichiamo che le risorse sono limitate e che l’uso di tali risorse è altamente inquinante.E necessario oggi per una questione di sopravvivenza dell’umanità, usare meno combustibili fossili e quindi trovare soluzioni alternative pulite e rinnovabili. La Commissione di Bruxelles ha posto questi due obiettivi come punti principali della politica energetica europea. Tre sono i punti principali del piano dell’esecutivo Ue: contrastare il cambiamento del clima usando energia a bassa emissione di anidride carbonica, diminuire la dipendenza dell’Europa dal resto del mondo per quanto riguarda le risorse energetiche e diventare più competitivi. Il settore dell’energia ha molti problemi di concorrenza, e l’antitrust Ue sostiene che i monopolisti hanno ancora un potere eccessivo, non vi è concorrenza e i consumatori e le aziende pagano dei costi elevatissimi per gas ed elettricità. La commissione di Bruxelles per risolvere i problemi energetici si impegna a varare norme per liberare il settore e creare una parità di accesso alle infrastrutture già insufficienti , nonchè di incentivare inverstimenti nelle stesse.Il commissario dell’energia ribadisce che bisogna creare un mercato europeo che incentivi fonti di energia pulita per essere in prima fila senza dipendere totalmente da altri paesi fino araggiungere entro il 2020 una produzione di energia pulita e rinnovabile pari al 20% di tutta l’energia prodotta . La disputa tra Russia e Ucraina sul gas ha riaperto la polemica sull’uso del nucleare come fonte alternativa di energia pulita e rinnovabile. L’energia nucleare è oggi l’unica che potrebbe ridurre la dipendenza europea dall’importazione di gas e contemporaneamente è anche l’unica fonte energetica economica e capace di ridurre le immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Molte sono però le preoccupazioni che sorgono dall’uso di tale energia e non solo per i probabili incidentidisastrosi che potrebbero accadere, ma soprattutto per il ben noto problema delle scorie radioattive. Tali importanti considerazioni hanno portato molti paesi alla decisione di abbandonare l’uso del nucleare, chiudendo anche le centrali già esistenti: la Svezia dal 1980, l’Italia dal 1987, la Germania dal 1990.Il precedente governo tedesco, guidato da Gerhard Schroeder aveva stabilito un percorso che avrebbe condotto entro il 2020 all’abbandono in Germania del nucleare. Oggi il nuovo governo guidato da Angela Merkel ha dei ripensamenti sul programma di abbandono del nucleare in quanto è l’unica forma energetica attualmente capace di mitigare i cambiamenti di clima essendo completamente libera di anidride carbonica. L’Italia non riesce ancora oggi a soddisfare il bisogno nazionale di energia nè con le centrali tradizionali che utilizzano idrocarburi e carbone,nè con quelle alternative cioè centrali idroelettriche, eoliche e solari, ed è costretta ad importare molta dell’energia occorrente. La produzione di energia alternativa, pulita è rinnovabile, è ancora molto bassa dati gli alti costi di produzione, le tecnologie ancora insoddisfacenti e la difficoltà nella localizzazione;. nel 1987 con un referendum popolare ha abbandonato l’energia . L’Italia resta dunque oggi lontana dagli obiettivi europei definiti a Bruxelles dalla commissione sulla politica energetica.
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